Mon. Dec 9th, 2019

La Trance italiana esportata nel mondo da Yves Delacroix

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E oggi…ci occupiamo un po’ della trance di casa nostra….In particolare con uno dei personaggi che più stimo e ammiro da molti anni, Yves Delacroix, che pur essendo super impegnato, mi ha gentilmente concesso il suo tempo per un’intervista

J:Come è iniziata la tua carriera nella musica?

Y:Non mi sento di parlare di carriera se parliamo di inizi. In realtà il mio approccio alla musica fu un ripiego. Da piccolo ero minuto e soffrivo di asma. E mentre i miei coetanei giocavano a pallone i miei genitori mi mandarono a imparare a suonare uno strumento musicale. Avevo 7 anni e imparai a leggere e a suonare nella banda del paese. Da lì crescendo passai a fanfare militari poi rock band . Una evoluzione di pari passo con l’età.
Da grandicello Feci un album con un gruppo su cui puntavo molto e che poi invece si sciolse. Li iniziai a fare il dj seriamente. Ero stanco di fare musica dipendendo da altre persone. E non avevo più stimolo di comporre. Questa fase durò quasi 10 anni quando poi in una serata, fortuitamente incontrai Fabio XB (dj che sarebbe divenuto il mio attuale socio ). Me la butto lì di fare una collaborazione insieme. Io cercavo di differenziarmi e crescere nel mondo dei dj e accettai. E fu “close to the stars “.

J:L’ultimo anno è stato molto impegnativo e anche molto soddisfacente, mi parli un po di DestroYves e come è nata?

Y:Destroyves è l’esatta rappresentazione di una contraddizione in termini.
Faceva parte di un EP che poi alla fine per questioni di Schedulazione è stato splittato in due uscite singole. È nato dalla nostra esigenza di essere un po irriverenti nei confronti dei classicismi stilistici del genere Trance e dal desiderio di innovare e contaminare che credo ogni compositore dovrebbe avere. In realtà poi ci sono tantissime belle produzioni ma nella vita serve un pizzico di fortuna. È così è stato. Mando il pezzo in esclusiva ad Armin che se ne innamora e la suona in tutto il suo tour estivo.
nonostante il grande successo del pezzo non ho potuto godere per nulla del fortunato periodo a causa del brutto male che ha purtroppo colpito il mio socio e che abbiamo scoperto proprio in quei giorni. Ogni altra cosa è passata in secondo piano.

J:Come riesci a gestire la tua carriera , le produzioni e la tua scuola?

Y:Programmando, dando il 300% nella musica e non accontentandomi mai. Lavoro 7 giorni su 7 comprese le notti spesso. In realtà da quest’anno però ho calato molto le ore di lezione a scuola. E anche le produzioni da qualche mese vanno a rilento. Sono diventato papà e la cosa richiede molto spazio e nuova gestione dei tempi 🙂

J:Con quale artista ti piacerebbe realizzare una collaborazione?

Y:Mi piace molto lo stile di Sixma , e l ecletticità di Khoma. Anche David Gravell e Popov sono nomi a cui sarei incline.

J:Come credi si stia evolvendo la musica elettronica ?

Y:Nei prossimi mesi secondo me ci sarà un grande ritorno ancora una volta dei rimpasti degli anni passati. Avverto un’po’ di stallo sulla scena a livello creativo. Per questo io stesso cerco di essere eclettico nelle mie tracce seppur correndo il rischio di essere snobbato dai puristi del genere.

J:Prossimi progetti?

Y:Sto lavorando su un degno followup di destroyves. Che strizzi l’occhio all’elettronica ma che non tradisca le nostre origini Trance.

J:Tu non sei solo un dj ma anche un producer, com’è suonare la propria traccia davanti a un mare di persone x la prima volta?

Y:Suonarla e’ fantastico. Vedere che la gente la conosce e la canta invece è impagabile.

J:Quale consiglio daresti ad un dj oggi e quale ad un produttore?

Non voglio spaventare nessuno. Ma Per prima cosa gli consiglierei di chiedersi se è veramente quello che vuole fare. Perché spesso questo cammino richiede molti sacrifici sia a livello di tempo che a livello di investimento economico. Fare una traccia non significa affermarsi sul mercato discografico internazionale. Ci vuole costanza e continuità di uscita. E questo implica dedicare tutto il tempo che si ha a disposizione per questa missione. Io a 18 anni ero così innamorato della musica e del mondo della notte che ho fatto di tutto per farne parte. Da quel momento la mia vita sociale si è ridotta a zero.
Ho parlato anche di un aspetto economico. Le attrezzature professionali per produrre musica hanno un costo. Se uno ha anche la passione per i go-kart o il softair o di far tardi di notte per far festa, temo non abbia poi il tempo e i mezzi per fare il produttore.
Lo stesso David Guetta in una intervista diceva che il suo segreto per essersi affermato come dj era che mentre i suoi amici da adolescenti andavano in giro a far casino e a fare festa, lui era in studio a creare la propria musica…
Una volta stabilito che questa è la propria missione, il secondo consiglio che non mi stanco mai di dare anche a tutti ragazzi a lezione e quello di ascoltare, ascoltare ed ascoltare la musica con attenzione. Perché spesso la chiave per iniziare a produrre è già scritta. Non ci sono strutture astruse da inventare. Per capire come produrre una traccia che abbia una testa, un senso ed una coda spesso è semplicemente necessario saper ascoltare e codificare quello che normalmente sentiamo in giro. In radio, in televisione e sui nostri pc.
E Per ultima cosa, se veramente si ritiene che questo sia il nostro settore, seguire corsi specifici di preparazione alla produzione in modo da ottimizzare i tempi.
Mi spiego meglio: saper usare un software sequencer per un dj produttore , equivale a saper scrivere con una penna per uno scrittore …. Poi l’artista che sa scrivere, genera il romanzo vincente. Allo stesso modo il dj produttore Deve conoscere il proprio linguaggio e gli strumenti per poterlo manipolare con precisione e con semplicità se vuole arrivare a realizzare un brano. Se non so impiegare un software sequencer allora è impensabile riuscire a trasformare la musica che ho in testa in qualcosa di tangibile. A questo punto invece di sperimentare fino ad usurarsi le orecchie, meglio un corso formativo che dia le basi per poter iniziare a lavorare

Ringrazio Yves (Dave Pagani) per aver fatto 2 chiacchiere con me ed estendo il saluto al suo socio Fabio XB che spero presto avrò ospite nel mio blog 🙂

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